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Amianto: tutto quello che c’è da sapere

Cos’è l’amianto

L’amianto è un materiale che è stato ampiamente utilizzato in passato nell’edilizia, soprattutto per coperture industriali, guarnizioni e tubazioni, nel settore dei trasporti e anche per fabbricare imballaggi. Il suo impiego è stato massivo in Italia fino agli anni Ottanta; poi, all’inizio degli anni Novanta, sono state vietate la sua produzione e lavorazione, in ragione della scoperta della sua pericolosità per la salute (già nel 1977 l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro di Lione l’aveva schedato quale elemento cancerogeno).

L’amianto è un minerale caratterizzato da una struttura microcristallina dall’aspetto fibroso che si estrae da diverse tipologie di rocce. Il suo nome deriva dal greco e significa “che non si esaurisce mai”. È, infatti, una materiale molto resistente alle alte temperature, al fuoco e all’azione delle sostanze chimiche; per questo è stato largamente usato quale materiale isolante.

Ad essere dannose per la salute sono le polveri di amianto che si liberano dalle fibre di cui è composto e che, se inalate, possono causare gravi problemi all’organismo, accumulandosi nei polmoni. Per questo, anche se non esiste ad oggi nessun obbligo per la rimozione delle strutture in amianto, il proprietario o l’amministratore dell’immobile in cui dovesse essere presente questo materiale sono tenuti a comunicarlo all’ASL di riferimento, che ne disporrà il monitoraggio o la procedura di smaltimento.

 

Dove si trova l’amianto

Data la pericolosità delle polveri di amianto, dunque, è fondamentale essere in grado di verificare la presenza di amianto nell’ambiente e negli stabili in funzione o in disuso; ma come fare ciò? Ebbene, esistono diversi segnali che potrebbero essere indicativi della presenza di questo materiale, fra cui la data di costruzione dell’edificio. Se fabbricato prima del 1992, questo potrebbe essere un primo indizio (ancor più se la data risale a prima degli anni ’80, quando il ricorso all’amianto è andato esaurendosi).

In secondo luogo, se lo stabile è dotato di pilastri in acciaio, questo potrebbe presupporre l’impiego di amianto floccato; inoltre, visto l’uso di questo elemento per isolare termicamente, fungere da antincendio e rendere più resistenti altri materiali a trazione e attrito, se ne potrebbe dedurre l’utilizzo in coperture, serbatoi, condotti e tubature, freni di ascensori, coibentazioni, guarnizioni di caldaie, porte tagliafuoco e apparati simili. Tuttavia, per determinare con certezza la presenza di amianto o eternit, occorre effettuare il prelievo di un campione e farlo analizzare da un laboratorio autorizzato dal Ministero della Salute.

 

Perché è dannoso per la salute

Come accennato, l’amianto è pericoloso perché costituito da micro particelle (fibre) che, se inalate, possono ammassarsi nei polmoni senza possibilità di essere eliminate. Ciò può provocare tumori al polmone e mesoteliomi, ovvero neoplasie che si sviluppano in cavità dell’organismo come pleura, pericardio, peritoneo e genitali.

Dal momento che le polveri di amianto sono estremamente volatili, le strutture che contengono questo elemento risultano pericolose specialmente se in stato di degrado e di corruzione; in certi casi, la semplice pressione delle dita su tubazioni rivestite in amianto può bastare a metterlo in circolazione nell’aria o a farlo finire sui vestiti o sui capelli. Per questo motivo è essenziale rivolgersi a una ditta specializzata per il suo smaltimento: occorrono precauzioni molto precise per poterlo rimuovere in sicurezza e senza rischi per la salute.

Amianto e ambiente

L’amianto rappresenta una seria minaccia per la salute nel momento in cui viene liberato nell’aria e, di conseguenza, si verifica il rischio che possa essere inalato dagli esseri viventi; in natura, esso è presente in forma compatta in determinati giacimenti di matrice rocciosa. In questo caso, la sua pericolosità risulta minore rispetto a quella dell’amianto lavorato, ossia estratto, ridotto in fibre e utilizzato come materiale isolante, come spiegato in precedenza. I danni causati dall’amianto all’ambiente coincidono, perciò, con il suo impiego in edilizia e in altri settori, che ne ha causato la diffusione sul territorio in uno stato potenzialmente molto pericoloso per la salute. Le operazioni di bonifica servono, dunque, a ridurre la presenza dell’amianto nell’ambiente per scongiurare i suoi eventuali effetti tossici sull’organismo di esseri umani e animali.

 

Quanto amianto c’è in Italia

L’Ona (Osservatorio nazionale amianto) ha recentemente stimato che sussistono in Italia 32 milioni di tonnellate di amianto in forma compatta e 8 milioni in forma friabile, quindi inalabile. La redazione della mappa amianto sul suolo nazionale, tuttavia, è ancora in corso, e ad oggi sono stati censiti circa 107 mila siti interessati dalla presenza di questo materiale, siti che dovranno essere gradualmente bonificati una volta completate le verifiche da parte del Ministero dell’Ambiente.

 

Kennew: Smaltimento Amianto a Bergamo

Kennew si occupa della bonifica degli edifici che presentano strutture in amianto a Bergamo e in tutto il nord Italia, con certificazione della sicurezza per il committente. Per maggiori informazioni sulla procedura di rimozione, visita la pagina https://www.kennew.it/edil/smaltimento-amianto/.