Energia idroelettrica

Energia idroelettrica

L’elettrificazione d’Italia cominciò a Milano nella notte di Santo Stefano del 1883, in occasione della Prima della Gioconda di Amilcare Ponchielli, quando la centrale Edison di Santa Radegonda, il primo impianto termoelettrico d’Europa, accese 2.280 lampadine elettriche in sostituzione delle fiammelle alimentate a gas, dando per la prima volta una sorprendente e inattesa luce alla rappresentazione dell’epoca e un beneficio ai polmoni degli spettatori che poterono godere di aria ricca d’ossigeno.

L’energia elettrica alla Scala di Milano, e da lì al resto d’Italia, è frutto dell’intuizione di Giuseppe Colombo che ne comprese le potenzialità rispetto alle altre forme di energia come il gas illuminante, gli olii combustibili e il carbone, e ne avviò la sperimentazione e l’utilizzo nel nostro Paese.
Con la centrale idroelettrica Bertini di Paderno sull’Adda realizzata nel 1898 e destinata alla fornitura di energia della città di Milano, dove giungeva attraverso una linea lunga 32 km, fu inaugurata la nuova fase del trasporto dell’energia a grande distanza, grazie al quale l’energia prodotta nei grandi bacini idrici diveniva utilizzabile anche per i consumi urbani e per quelli degli stabilimenti industriali più lontani.
Tra le fonti di energia cosiddette pulite, che non generano cioè emissioni inquinanti e rinnovabili, l’energia idroelettrica è senza dubbio quella più longeva e fino ad oggi quella più sfruttata dall’uomo.

IMG_7870Il principio su cui si basano le centrali idroelettriche è quello di trasformare l’energia potenziale di una massa di acqua in quiete, e/o l’energia cinetica di una corrente di acqua, in energia meccanica e successivamente trasformare questa energia meccanica in energia elettrica.
L’energia idroelettrica, come altri tipi di fonti rinnovabili, presenta alcuni notevoli vantaggi rispetto alla produzione di energia elettrica da combustibili fossili. Innanzitutto è una fonte rinnovabile e non esauribile.

In secondo luogo le emissioni di sostanze inquinanti in acqua e in aria sono praticamente nulle, poiché non si realizza alcun processo di combustione. In particolare si riducono le emissioni di anidride carbonica (CO2) di 670 grammi per ogni chilowattora di energia prodotta. Altri benefici sono, come per le altre rinnovabili, la minore dipendenza dalle fonti energetiche estere, la diversificazione delle fonti e la riorganizzazione a livello regionale della produzione di energia. Secondo i dati del Gestore dei Servizi Elettrici (GSE), a fine 2013 l’energia idroelettrica prodotta in Italia ammontava a 52.773GWh.

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